No di Unicamp alla Fiera del Camper di Parma e a Mondonatura di Rimini

 Nelle prossime fiere, italiane, dedicate ai camper e al plein air non vedremo gli associati Unicamp.
Di seguito il comunicato stampa, che non lascia spazio a interpretazioni … girava nell’aria, leggendo i vari comunicati, una sensazione di carenza di idee e questo messaggio ne è la conferma. A breve la lista dei non partecipanti, mi auguro di non dover organizzare un viaggio in Francia per vedere le novità 2011.

 Milano, 3 maggio 2010 – La mancanza di una proposta convincente anche da parte di Fiere di Parma spinge
le imprese aderenti ad Uniamp a rispondere negativamente alla richiesta di adesione al Salone del Camper.
In sostanza, allo stato attuale non ci sono le condizioni per partecipare alla manifestazione. E’ questa la
convinzione a cui sono giunte le imprese associate ad Unicamp al termine dell’assemblea dedicata alla valutazione delle proposte sinora ricevute dagli organizzatori.
Salutata sin dal primo momento come la sede più logica per una manifestazione che voglia conquistare una dimensione europea e, proprio per questo, di elevato valore strategico e commerciale, il Salone e Fiere di Parma non hanno per ora risposto alle attese delle aziende aderenti ad Unicamp.
Esprimendo tutta la propria delusione, le imprese di Unicamp sottolineano come, in un periodo di crisi come l’attuale, le aspettative degli operatori e del pubblico fossero per un progetto unitario, capace di coinvolgere l’intero settore a cui era doveroso offrire una precisa  prospettiva di sviluppo. Le proposte formulate (da Parma e da Rimini) sono invece deboli, frammentari, con evidenti sovrapposizioni, con obiettivi e programmi ancora vaghi.
E, ciò che pesa oggi sulle imprese espositrici e peserà domani sul pubblico dei campeggiatori e degli amanti del turismo all’aria aperta, economicamente non sopportabili.
Per queste ragioni le imprese associate ad Unicamp non intendono condividere ed accettare tali scelte, delle quali prendono atto con disappunto, convinte come sono che si tratti di una straordinaria opportunità per ridare ossigeno alle attività produttive e commerciali che rischia di essere sprecata.

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