Nuova area camper a Pisogne – Aggiornamento del 6 ottobre 2026
Sul ramo nord del Lago d’Iseo la parola “camper” sta diventando un terreno di scontro politico. A Pisogne, in provincia di Brescia, un fronte compatto di comitati di cittadini e associazioni ambientaliste ha annunciato l’intenzione di chiedere un referendum consultivo contro il progetto di un’area di sosta camper in via Nistoi.
La richiesta si appoggia all’articolo 64 dello statuto comunale e arriva dopo mesi di mobilitazione che non accenna a fermarsi.
Italia Nostra Valle Camonica, Legambiente, il Gruppo Ricerca Avifauna di Brescia e la Lipu hanno messo la firma insieme al comitato locale.
Il messaggio che ripetono da luglio è semplice: decidano i cittadini, non la giunta. “Chiediamo che la parola passi ai cittadini di Pisogne”, hanno scritto nel loro appello, ponendo la domanda in modo diretto: vogliono o non vogliono l’area camper a Nistoi?

Cosa prevede il progetto
Il piano, gestito tramite project financing con un partner privato, punta a realizzare un’area di sosta camper con servizi annessi su circa 3mila metri quadrati, per una cinquantina di piazzole iniziali.
L’investimento complessivo dichiarato è di 350mila euro. Numeri non enormi per gli standard del settore, ma sufficienti a far scattare l’allarme tra chi vive a ridosso della zona interessata.
La mobilitazione contro il progetto non è nata questa settimana. A luglio c’era già stato un flash mob, seguito da una diffida formale inviata al Comune.
A fine agosto i comitati hanno consegnato oltre 800 firme raccolte tra i residenti. A metà settembre la protesta si è trasformata in una vera e propria maratona davanti al municipio, con cittadini che si sono alternati per ore. Il passo del referendum, annunciato tra il 23 e il 24 settembre, è l’escalation naturale di una vertenza che dura da tre mesi.
Le obiezioni sul tavolo
I motivi dell’opposizione toccano più fronti. Il primo è ambientale: l’area di via Nistoi viene descritta dai comitati come una zona verde con un valore ecosistemico da tutelare, frequentata da specie di avifauna che gli osservatori della Lipu e del Gruppo Ricerca Avifauna considerano sensibili.
Il secondo è idrogeologico, con dubbi sulla tenuta del terreno. Il terzo riguarda la viabilità, giudicata inadeguata a reggere il traffico aggiuntivo di camper in un punto già stretto della statale del Sebino.
C’è poi una domanda più politica, che i comitati pongono apertamente: serve davvero una nuova area, quando poco distante esiste già un campeggio attivo?
E ha senso, si chiedono, ricorrere al project financing per un’infrastruttura che finirebbe in gestione privata su suolo pubblico?
Il Comune, dal canto suo, non ha cambiato posizione. L’amministrazione sostiene di aver condotto le valutazioni tecniche necessarie prima di approvare il progetto e ha confermato l’intenzione di procedere, respingendo l’idea che la scelta sia stata presa senza istruttoria.
Cosa succede ora
Perché il referendum diventi realtà, la richiesta dovrà prima superare la verifica di ammissibilità prevista dallo statuto comunale. È un passaggio tutt’altro che scontato, e i tempi tecnici di questo tipo di procedure in Italia si misurano di solito in mesi, non in settimane. Nel frattempo il progetto resta formalmente in piedi, e la partita si sposta sul piano procedurale prima ancora che su quello politico.
Aggiornamento del 6 ottobre 2026 — Nuova diffida, chiesta la sospensione dei lavori
La vicenda è andata oltre la fase del referendum.
Il 5 ottobre gli avvocati Emanuela Beacco e Gabriele Ballabio, per conto di Legambiente Basso Sebino, Italia Nostra Valle Camonica e un gruppo di residenti, hanno inviato al Comune di Pisogne una nuova diffida che chiede la sospensione immediata dei lavori per l’area camper di via Nistoi.
A sostegno della richiesta c’è per la prima volta una relazione geologica indipendente, firmata dai tecnici Sonia Botticchio e Fabio Fenaroli e datata settembre 2026.
Il documento classifica l’area di via Nistoi a rischio esondazione elevato, con tempo di ritorno di 20 anni, e richiama le alluvioni già registrate nella zona nel 2000, nel 2004 e nel 2008, con livelli d’acqua arrivati tra i 50 centimetri e un metro. Secondo le associazioni, il progetto violerebbe i vincoli imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) e dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA).
La diffida chiede tre cose:
un’ispezione tecnica urgente sul cantiere, la sospensione dei lavori fino alla conclusione delle verifiche e, se il rischio fosse confermato, l’adozione di misure per fermare il progetto. I lavori, al momento della diffida, risultavano ancora in corso. Se il Comune non risponde o non si conforma, i firmatari fanno sapere che valuteranno un ricorso amministrativo e giudiziario, con possibile richiesta di risarcimento danni.
Non è la prima mossa legale sul dossier: alla diffida estiva e alla raccolta firme per il referendum si aggiunge ora questo secondo atto formale, segno che la mobilitazione contro il progetto non si è fermata dopo l’annuncio della consultazione popolare.
Fonti dell’aggiornamento: BsNews.it, 6 ottobre 2026 — QuiBrescia, 6 ottobre 2026.

Dove sostare oggi sul Sebino
In attesa che la vicenda si sblocchi, chi viaggia in camper sul Lago d’Iseo ha comunque alternative concrete nel raggio di pochi chilometri da Pisogne.
A Costa Volpino, praticamente di fronte a Pisogne sulla sponda opposta del lago, l’area camper comunale di via Nazionale offre 39 piazzole su una superficie di 8.000 mq, con allacci elettrici, acqua, docce calde e Wi-Fi, aperta tutto l’anno dalle 8 alle 22 (sosta massima 48 ore).
Poco più a nord, a Lovere, l’area camper “Il Bersaglio” mette a disposizione due zone di sosta, una su autobloccanti e una su prato, con servizi igienici, docce a gettone e pozzetto di scarico, a tariffe che partono da 4 euro per le prime quattro ore.
Scendendo lungo la sponda occidentale del lago, verso Iseo, il Camping Lido Sassabanek resta un punto di riferimento consolidato per chi cerca una struttura attrezzata con accesso diretto all’acqua, a circa venti chilometri da Pisogne.
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