Salone del Camper 2026: a Parma arrivano 100.000 visitatori e il mercato italiano cresce

Cento mila persone in nove giorni, nel 2025 erano stati stimati oltre 107.000, tra i padiglioni di Fiere di Parma. Il Salone del Camper 2026, diciassettesima edizione della manifestazione organizzata con l’Associazione Produttori Caravan e Camper, ha diramato oggi il comunicato stampa di chiusura con numeri che confermano la salute di questo settore.

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I numeri della chiusura

Oltre 60.000 biglietti venduti online, più di 310 espositori e 600 veicoli ricreazionali esposti su 110.000 metri quadrati di superficie coperta. Un dettaglio che dice molto sul peso mediatico ormai raggiunto dal settore: 508 tra giornalisti, blogger, youtuber e influencer accreditati hanno seguito l’evento. Il camper non è più solo un prodotto da concessionaria, è diventato contenuto editoriale a tutti gli effetti.

I dati sulle immatricolazioni raccontano la stessa storia da un altro angolo. Tra settembre 2025 e agosto 2026 in Italia sono stati immatricolati 8.144 camper nuovi, che valgono quasi il 5% in più rispetto della stagione precedente. I furgonati, i mezzi compatti su base van per intenderci, pesano ormai per il 37% del totale. Questo è un segno che il mercato si sta spostando verso veicoli più maneggevoli, adatti anche a chi non ha mai guidato un mezzo ricreazionale prima ma purtroppo più difficili da sopportare date le piccole dimensioni interne.

L’Italia produce, e soprattutto esporta

Sul fronte industriale, forse quello più importante, l’Italia resta il terzo produttore europeo di camper, dietro Germania e Francia, con una produzione nazionale stimata in circa 28.000 veicoli l’anno e 8.000 occupati diretti nel comparto.

Il dato che colpisce di più è un altro, infatti oltre l’80% di quanto viene costruito negli stabilimenti italiani finisce all’estero. Un settore manifatturiero che vende soprattutto fuori confine, in un momento in cui non sono molti i comparti italiani che possono dirlo con questi numeri.

Il bacino potenziale, a livello europeo, è stimato in oltre 20 milioni di viaggiatori che usano mezzi ricreazionali. Un mercato enorme, e ancora lontano dalla saturazione se si guarda alla crescita a doppia cifra registrata negli ultimi anni.

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Piazzole in arrivo: 32 milioni dal Ministero del Turismo

La notizia che riguarda più da vicino chi il camper lo usa già, più che chi deve comprarlo, è quella sulle aree di sosta che in Italia sono poche, rispetto ad altri paesi europei e purtroppo molto costose. Il Ministero del Turismo ha stanziato 32 milioni di euro per oltre 150 progetti distribuiti in 169 comuni italiani, con l’obiettivo di realizzare 4.375 nuove piazzole.

In Italia le aree attrezzate censite sono oggi solo 2.000 (2500 in Spagna, 4000 in Francia e 5000 in Germania) : un numero che negli ultimi anni fatica a tenere il passo con la crescita del parco veicoli circolante, soprattutto nei weekend di alta stagione e sotto i grandi eventi.

Se questi fondi verranno effettivamente spesi ed erogati ai comuni assegnatari, nei prossimi mesi e nel corso del 2027 dovrebbero cominciare a comparire nuove aree di sosta camper proprio nelle zone dove oggi la sosta è più difficile da trovare. Vale la pena tenerlo d’occhio, perché uno stanziamento ministeriale non è ancora un’area di sosta asfaltata e allacciata.

Per chi sta valutando l’acquisto di un mezzo ricreazionale, i numeri di questa edizione del Salone raccontano un mercato che cresce quasi diciotto volte più velocemente della media europea, con un usato altrettanto vivace e a volte costoso dati i tempi di consegna del nuovo. Non è detto che sia il momento migliore per comprare in assoluto, i prezzi restano alti su gran parte dei segmenti, ma di sicuro non è un mercato in difficoltà e chi vende ha il coltello dalla parte del manico… conviene saperlo prima di sedersi al tavolo con un concessionario.

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